Jonathan Ikonè, ha parlato così in un intervista a Il Tirreno: “Da piccolino, ho cercato di ispirarmi a tanti simboli del pallone. Mi piaceva tantissimo Robinho, di cui ho osservato a lungo i movimenti, o anche Ronaldinho. Nel calcio, però, non si finisce mai di imparare. Tra i giocatori ancora in attività mi sento di nominare Di Maria. Domani spero solo che la squadra possa essere protagonista di una bellissima gara. Intanto concentriamoci sul gioco, poi vedremo chi segnerà. Non conta il bene di un singolo, ma quello del gruppo. La felicità è un pianeta condiviso. Il gol più bello che ho segnato con questa maglia è sicuramente quello ai nerazzurri. Adesso stiamo vivendo un discreto momento, è innegabile e proprio per questo dobbiamo guardare avanti, anche dimenticando quello che è stato. La storia la si costruisce col presente: non dobbiamo rimuovere la lezione imparata dagli errori, ma è fondamentale proiettarci oltre. Saponara è uno dei calciatori più tecnici che io abbia mai visto. Brekalo è molto veloce e Nico quando spinge sulla fascia non ce ne è per nessuno. Spero di sollevare un trofeo qua a Firenze. Io e i miei compagni siamo pronti a farci interpreti della storia”.
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