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NUOVO FRANCHI, Primo atto ufficiale di Fiorentina e Palazzo Vecchio

Una riunione, in videoconferenza, tra Fiorentina, Comune e ministero dei Beni culturali per provare a cambiare le carte in tavola per il Franchi. E il risultato è che oggi partirà il primo, vero, atto ufficiale della Fiorentina per ricostruire il nuovo stadio. La lettera in cui si chiede, formalmente, quali sono gli «elementi testimoniali», il cuore dell’architettura del Nervi da preservare in quell’opera, anche potendoli abbattere e ricostruire (come previsto dalla legge). E nella busta diretta a Roma ci sarà anche una missiva firmata dal sindaco Dario Nardella, per ribadire che la società viola e Palazzo Vecchio lavorano assieme all’operazioneA risolvere la questione ci ha pensato Palazzo Vecchio che ha favorito l’incontro con i massimi vertici del ministero, grazie anche alla disponibilità del ministro Dario Franceschini. Presenti l’architetto Marco Casamonti con l’avvocato Giulio Napolitano per la Fiorentina, Dario Nardella e il suo capo di gabinetto, Pierfrancesco Ungari, ex Consigliere di Stato per Palazzo Vecchio. E infine Federica Galloni, direttrice generale della direzione generale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del ministero, assieme al soprintendente di Firenze Andrea Pessina ed all’ex soprintendente fiorentina Alessandra Marino, oggi a Roma.

È nata qui la disponibilità a rispondere direttamente sugli «elementi testimoniali». Un po’ come quando ci si muove nei confronti dell’Agenzia delle entrate e si fa un «interpello» per chiarire come ci si deve comportare su aspetti fiscali complessi. La lettera che partirà oggi verso Roma contiene le indicazioni generali del progetto pensato da Casamonti. La risposta conterrà le indicazioni sul cosa è da preservare e come. Dopo, Casamonti potrà dire a Commisso cosa è davvero possibile fare e in che modo. E il presidente viola deciderà se risponde ai suoi obiettivi.

Dalla Maratona alle scale elicoidali, dalla tribuna alla facciata: nella legge è previsto che tutto si possa abbattere e ricostruire. Ma solo se il ministero dice sì. L’atto formale di Fiorentina e Palazzo Vecchio mostrerà dunque la vera anima della legge approvata a settembre. E se, per Commisso, il gioco vale la candela (da 300 milioni di euro). Ora la passa palla al ministero che ha 90 giorni per dare il suo parere. Ma da Roma arriva l’assicurazione la risposta arriverà «molto prima». Lo riporta il Corriere Fiorentino.

Redazione

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