Secondo Galli, la dichiarazione di De Gea potrebbe essere stata in parte influenzata dalla difficoltà con la lingua italiana. Tuttavia, per l’ex portiere viola questo non basta a giustificare il messaggio trasmesso.
“La mancanza di padronanza della lingua può aver influito – dice – Secondo me questa cosa lo ha portato a esprimere un concetto che, comunque, non va espresso. Soprattutto perché ha la fascia da capitano”.
Per Galli, il ruolo di capitano comporta una responsabilità particolare, non solo sul campo ma anche nelle dichiarazioni pubbliche. In momenti delicati, il leader della squadra deve essere il primo a proteggere il gruppo e a mantenere alta la fiducia nello spogliatoio. Nel corso dell’intervista, l’ex portiere ha spiegato quale dovrebbe essere, secondo lui, l’atteggiamento corretto in situazioni simili. Alla domanda se certe parole possano essere pronunciate almeno nello spogliatoio, la risposta è stata chiara.
No, un capitano non dice mai una cosa del genere. In una situazione simile, deve dire l’esatto contrario. Entra nello spogliatoio e dice ‘scusate, potevo fare qualcosa di più sul gol’. E allora lo spirito è diverso. E poi…
Secondo Galli, assumersi la responsabilità di un episodio negativo può aiutare la squadra a reagire e a ritrovare compattezza. Proseguendo nella sua analisi, Galli ha espresso anche un dubbio più profondo sul momento della Fiorentina e sulla fiducia all’interno del gruppo.
Il primo gol lo ha preso dopo dieci minuti. Aveva già capito che la Fiorentina avrebbe perso? Vuol dire che c’è poca fiducia. Io stimo tanto De Gea, ma quest’anno è irriconoscibile.
Parole forti che evidenziano le difficoltà della squadra viola in questa fase della stagione. Il dibattito sulle parole di De Gea, dunque, diventa anche lo specchio di un momento complicato per la Fiorentina, chiamata ora a ritrovare fiducia, compattezza e risultati nelle prossime partite.