La stagione della Fiorentina si chiude con un sospiro di sollievo. A fine maggio, un traguardo che soltanto quattro mesi fa sembrava quasi irraggiungibile, la squadra viola può almeno festeggiare la permanenza in Serie A. Non una festa vera e propria, perché il campionato resta segnato da sofferenze, errori e delusioni, ma una conclusione che a Firenze tutti speravano di raggiungere dopo mesi vissuti con la paura della retrocessione.

Dalla paura retrocessione alla salvezza: la Fiorentina vuole ripartire con nuove ambizioni
A metà dicembre, dopo la sconfitta interna contro il Hellas Verona, la Fiorentina era sprofondata nelle ultime posizioni della classifica con appena sei punti raccolti in quindici giornate. Uno scenario drammatico, difficile persino da immaginare per una società con la storia e il blasone del club viola. Eppure, grazie a una lenta risalita, la squadra è riuscita a chiudere la stagione a quota 42 punti, conquistando una salvezza che oggi assume il valore di una vera liberazione.
Adesso però arriva la parte più importante. La speranza dell’ambiente viola è che questa annata complicata possa servire da lezione alla società, alla proprietà e soprattutto a Fabio Paratici, uomo chiave per la programmazione futura e per le strategie di mercato. L’obiettivo è dare nuova linfa a un progetto che negli ultimi mesi ha perso identità e ambizioni.
La ripartenza passerà innanzitutto dalla scelta dell’allenatore e da un mercato costruito con idee più chiare. Serviranno identità, appartenenza e programmazione per riportare la Fiorentina nella parte di classifica che le compete per tradizione e storia. La stagione appena conclusa dovrà restare impressa nella memoria del club, non per essere dimenticata, ma per evitare di ripetere gli stessi errori. Lo riporta Il Corriere dello Sport Stadio.