La stagione della Fiorentina si è chiusa in un clima molto diverso rispetto a quello che molti si aspettavano. Alla vigilia dell’ultima gara al Franchi si temeva una dura contestazione da parte dei tifosi viola, ma gli striscioni e i fischi più pesanti sono rimasti soprattutto fuori dallo stadio. In città, già dalla mattina, erano comparsi alcuni lenzuoli polemici rivolti ai giocatori, senza però prendere di mira direttamente la società. Ecco cosa scrive Ernesto Poesio sul Corriere Fiorentino.

Contestazione soft dei tifosi viola: Vanoli conquista rispetto, ma il nodo panchina resta aperto
All’interno del Franchi, invece, la protesta è stata decisamente più contenuta. Qualche fischio si è sentito alla lettura delle formazioni e durante alcune sostituzioni, soprattutto nei confronti di calciatori finiti nel mirino della tifoseria per il rendimento deludente della stagione, come Albert Gudmundsson. Ma nel complesso l’atmosfera è sembrata quasi rassegnata, come se il pubblico viola avesse già archiviato emotivamente una stagione considerata da dimenticare il prima possibile.
In questo contesto, il momento più significativo della serata è stato il saluto riservato a Paolo Vanoli. Il tecnico, arrivato in una fase complicata dell’annata, ha ricevuto attestati di stima e rispetto da parte dei tifosi. Un segnale importante, soprattutto considerando le difficoltà incontrate dalla squadra negli ultimi mesi.
Il futuro della panchina viola resta comunque tutto da definire. La società dovrà decidere nelle prossime settimane se proseguire con Vanoli oppure avviare un nuovo progetto tecnico. Di certo, almeno sul campo, l’allenatore è riuscito a conquistarsi credibilità e considerazione, riuscendo a chiudere una stagione tormentata con dignità e mantenendo compatto un ambiente che sembrava vicino all’esplosione. Adesso per la Fiorentina sarà il momento delle scelte decisive, con l’obiettivo di ripartire e lasciarsi alle spalle uno degli anni più complicati dell’ultimo periodo.