La Fiorentina è al lavoro per provare a riportare in maglia viola Solomon: (Via Onefootball)-Fiorentinauno.com
Il futuro di Manor Solomon è ancora un cantiere aperto: la Fiorentina, infatti, non sembra intenzionata a esercitare il diritto di riscatto alle condizioni fissate con il Tottenham per l’esterno israeliano. Una scelta che non rappresenta una bocciatura definitiva. Il classe 1999 continua a piacere, ma la cifra pattuita mesi fa viene considerata troppo alta rispetto alle valutazioni attuali.
Il club viola avrebbe già fatto arrivare un messaggio chiaro agli Spurs. Solomon può restare a Firenze, ma solo se il Tottenham accetterà di rivedere le proprie richieste economiche.
Secondo Spurs Web, che riprende quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’accordo iniziale prevedeva un’opzione d’acquisto intorno ai 10 milioni di euro (circa 8,7 milioni di sterline), una cifra che la Fiorentina oggi non è disposta a investire. Per questo la dirigenza sta valutando una strada alternativa: riaprire il dialogo con il club londinese e provare a ridiscutere il prezzo del cartellino. La palla, ora, passa al Tottenham, chiamato a decidere se mantenere la propria posizione o venire incontro alle esigenze viola pur di trovare una soluzione definitiva per il giocatore.
Sul campo, Solomon ha comunque lasciato segnali incoraggianti nella seconda parte della stagione. Come riportato dai dati di transfermarkt, ha collezionato 18 presenze tra Serie A e Conference League, con 2 gol e 2 assist. Numeri non clamorosi, ma che vanno letti nel contesto giusto: è arrivato a Firenze a stagione in corso, ha dovuto adattarsi rapidamente al sistema di gioco e al ritmo del calcio italiano. Le sue qualità nel dribbling, la rapidità nell’uno contro uno e la capacità di creare superiorità numerica hanno rappresentato armi utili, soprattutto a gara in corso.
La Fiorentina, infatti, non mette in discussione il valore tecnico del giocatore. Anzi, ritiene che con una preparazione estiva completa Solomon possa dare molto di più. Il vero nodo resta economico: il prezzo fissato dal Tottenham non rispecchia, secondo il club viola, il rendimento attuale e le prospettive dell’operazione.
Le prossime settimane saranno decisive. Se gli Spurs apriranno a uno sconto, l’israeliano potrebbe continuare la sua avventura in maglia viola. In caso contrario, le strade sembrano destinate a separarsi dopo appena sei mesi. Il dialogo tra i due club resta vivo, ma il destino del classe 1999 dipenderà soprattutto dalla disponibilità del Tottenham a rivedere le proprie pretese.
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