Una delle curiosità più interessanti della nuova Fiorentina non solo chi partirà titolare, ma anche quante possibilità avrà Fabio Grosso di cambiare squadra durante i novanta minuti. È forse questo il vero salto compiuto dalla società sul mercato. L’obiettivo era di costruire una rosa con caratteristiche differenti, capace di adattarsi alle diverse situazioni che il campionato inevitabilmente presenterà.
La prima uscita ufficiale contro il Benevento ha dato qualche indicazione positiva, anche se sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive. La Fiorentina ha trovato quattro gol attraverso situazioni differenti e, soprattutto, ha mostrato di avere diversi giocatori capaci di occupare zone pericolose del campo. È un aspetto che potrebbe rivelarsi decisivo quando arriveranno partite più equilibrate.

Fiorentina: entra in gioco un altro elemento
Perché non tutte le gare saranno come quella contro il Benevento. Ci saranno avversari che lasceranno spazio per correre e altri che invece costringeranno i viola a giocare per lunghi periodi contro una difesa schierata. In quei momenti avere una sola soluzione offensiva può diventare un limite. Invece, Grosso sembra avere la possibilità di cambiare interpreti e caratteristiche senza dover modificare completamente la propria idea di gioco.
È qui che entra in gioco anche la fisicità. La Fiorentina ha inserito nella rosa giocatori capaci di garantire maggiore presenza nei duelli e nelle situazioni dentro l’area. Ma sarebbe riduttivo pensare soltanto ai centimetri. Il vero obiettivo dovrebbe essere sfruttare quella struttura per creare occasioni, attaccare meglio il secondo palo, vincere seconde palle e rendere più complicato il lavoro delle difese avversarie.
Le palle inattive possono rappresentare una delle conseguenze di questo cambiamento e un punto di partenza per costruire una Fiorentina più imprevedibile. In questo senso, l’assenza delle coppe europee potrebbe aiutare. Grosso avrà settimane intere per provare schemi, movimenti e soluzioni alternative. Nel calcio moderno sono spesso i dettagli a decidere le partite, soprattutto quando la differenza tecnica tra le squadre si riduce. La sensazione è quindi che il vero lavoro sia appena iniziato. Paratici ha consegnato a Grosso tanti strumenti diversi. Adesso toccherà all’allenatore capire quando utilizzare ciascuno di questi.
Anche le sostituzioni potranno quindi assumere un peso maggiore: avere in panchina giocatori con caratteristiche diverse permetterà a Grosso di intervenire sulla partita senza essere costretto a cambiare completamente sistema, cercando di sfruttare la stanchezza degli avversari o correggere ciò che non funziona.

Perché una squadra forte non è quella che ha un solo piano perfetto, ma quella che sa trovarne un altro quando il primo non funziona.