La Fiorentina ha puntato su Mateo Pellegrino in questa sessione di mercato per rimpiazzare Moise Kean. Il talento argentino, approdato alla Fiorentina nel corso dell’estate, ha raccontato le sue prime sensazioni dopo l’arrivo in maglia viola.
Nell’intervista rilasciata questa mattina al Corriere dello Sport-Stadio, il bomber ex Parma ha parlato di tante questioni: aspettative dopo il grande mercato, il motivo per cui ha scelto la Fiorentina e sulla pressione dopo un inizio shock contro Roma e Frosinone.

Fiorentina, Pellegrino intervistato al Corriere dello Sport
Un esordio sicuramente non semplice per il calciatore prelevato dal Parma, con zero reti realizzate nelle prime due apparizioni. Il classe 2001 tuttavia non ha smarrito fiducia e aspettative dopo l’ottimo mercato, declassando apertamente il concetto di “pressione”:
Sicuramente anche noi avremmo voluto iniziare il campionato in maniera diversa, ma ora non possiamo fare altro che rimboccarci le maniche e lavorare ancora di più. A livello personale sono contento e motivato, voglio dimostrare quello che so fare, qui c’è tutto per lavorare nel migliore dei modi, basta vedere i campi dove ci alleniamo. A livello collettivo sono e siamo dispiaciuti, ma adesso dobbiamo mettere il focus sugli errori fatti e migliorare già da domani. Non ci spaventa la pressione. Purtroppo siamo partiti male, ci dispiace, soprattutto il ko nel giorno del Centenario ce la portiamo dentro. Ma noi non siamo questi, siamo all’inizio di un percorso. Dateci tempo e fiducia.
Perché mi hanno voluto tanto e sentivo che era il progetto giusto per me. Volevo restare in Italia, ho capito che questa poteva essere la mia grande occasione. L’eredità di Kean non è pressione, è uno stimolo. La pressione, che credo sia positiva, me la metto da solo per crescere. So quanto la Fiorentina abbia investito su di me, ne sono grato, sono qui per aiutare.

Infine un rapido scambio sul suo rapporto con Fabio Grosso, allenatore della Fiorentina:
Mi trovo bene, è un allenatore giovane, con tante idee, molto vivo. Penso che sia l’uomo giusto per noi, fa crescere i calciatori a livello individuale e poi lavora sul collettivo.