A Venezia la Fiorentina ha trovato nuove certezze anche attraverso alcuni uomini che sembrano destinati a diventare centrali nel progetto viola. C’è un giocatore che è una certezza per Vanoli.

Il pupillo di Vanoli pronto a brillare
Uno su tutti è Nicolò Fagioli che, con 78 palloni toccati, è stato il giocatore più coinvolto nella manovra e ha confermato il feeling con il tecnico, che lo considera da tempo un elemento importante. L’ex Juventus ha dato anche, insieme a Ndour, parecchio equilibrio alla squadra. Al termine di Venezia-Fiorentina, dalla sala stampa del Penzo ha parlato proprio Nicolò Fagioli. Il centrocampista viola ha dato così le sue impressioni sulla vittoria:
Oggi un Fagioli decisivo anche in fase difensiva. Cosa è cambiato?
Sono d’accordo, mi sono piaciuto soprattutto a livello difensivo perché poi parlando di quello che faccio con la palla, quelle sono le mie qualità. Oggi abbiamo giocato bene in avanti, abbiamo subito un gol dopo 20 minuti, un peccato perché hanno fatto un gran gol quando potevamo essere già 1 o 2 a zero. Poi le partite possono cambiare e dobbiamo migliorare su questo, sfruttando le occcasioni.
Com’è cambiato il tuo ruolo fra Grosso e Vanoli?
Vanoli è entrato subito con il piede a martello, tirando 2-3 bastonate alla prima riunione come giusto che sia dopo un inizio di stagione imbarazzante. Il mister ci ha chiesto di essere squadra. Non mi piace fare paragoni su com’ero prima con mister Grosso, può essere cambiato il modulo o altro, ma quello che è cambiato oggi è che siamo stati squadra.

Il centrocampista, già uomo di fiducia del tecnico nella scorsa stagione, tornerà a essere il regista della squadra, con la responsabilità di dare ordine alla manovra e dettare i tempi. Dopo il ballottaggio con Oulai durante la breve gestione Grosso, Fagioli è ora il principale riferimento del centrocampo di Vanoli, che punta sulle sue qualità per invertire la rotta. Il loro ritrovato rapporto a Firenze riparte dunque dalla positiva esperienza della scorsa stagione, chiusa da Fagioli con 25 presenze, 2 gol e 3 assist e un contributo importante alla salvezza. Ora lui ha l’obiettivo di tornare protagonista in viola e, magari, riaprire anche il discorso Nazionale.
Il centrocampista classe 2001 infatti sogna anche la convocazione con Mancini: La Nazionale?
Ovvio, ci spero tanto, spero di essere convocato. Mancini? No, non mi ha detto niente.
Un cambio di rotta che parte dunque da una vecchia conoscenza e da precise scelte tattiche. Restano però ancora da migliorare alcune disattenzioni a livello difensivo.