La Fiorentina di Paolo Vanoli sta cambiando pelle. Le prime due partite di campionato sotto la nuova gestione, contro Venezia e Napoli, hanno mostrato una squadra diversa non soltanto nei risultati, ma soprattutto nel modo di interpretare le partite. Meno attenzione al possesso fine a se stesso, più ricerca della profondità e una fase difensiva impostata molto più in avanti.
Come evidenzia questa mattina La Nazione, il pallone per Vanoli non rappresenta un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, ma uno strumento per fare male agli avversari. I numeri delle prime giornate raccontano bene il cambiamento.

L’evoluzione della Fiorentina di Paolo Vanoli
Con Grosso, nelle sfide contro la Roma, il Frosinone e il Torino, la Fiorentina aveva avuto una media del 46% di possesso. Nelle due gare con il rientro di Vanoli in panchina il dato è sceso al 39,8%, ma contemporaneamente sono aumentati i tiri, da 16 a 18 di media, e soprattutto quelli nello specchio, passati da 4,7 a 7.
Il confronto con il Venezia è forse l’esempio più significativo. Allo stadio Pier Luigi Penzo, i viola hanno avuto appena il 37,4% del possesso palla, contro il 62,6% dei padroni di casa, ma hanno concluso 19 volte contro 10, centrando la porta in dieci occasioni. Anche i passaggi completati raccontano una partita apparentemente dominata dal Venezia: 502 contro i 281 della Fiorentina. Eppure la squadra di Vanoli è riuscita a trasformare meno gestione del pallone in quattro gol.
Lo stesso copione si è ripetuto contro il Napoli di Allegri. Gli azzurri hanno mantenuto il 57,8% del possesso, ma la Fiorentina ha tirato di più, 17 volte contro 13, e ha toccato più palloni nell’area avversaria, 32 contro 24. Un dato che sintetizza bene l’idea del nuovo allenatore: arrivare più rapidamente nelle zone che contano. La trasformazione riguarda però anche la fase senza palla. Con Grosso la linea difensiva viaggiava mediamente intorno ai 37 metri, mentre a Venezia è salita fino a sfiorare i 43. Contro il Napoli, nella ripresa, è arrivata addirittura a 50,4 metri. Una Fiorentina quindi più corta, aggressiva e pronta a riconquistare il pallone lontano dalla propria porta.

Il risultato si vede anche nella produzione offensiva. Nelle prime tre giornate di campionato erano arrivati appena 4,03 xG complessivi, mentre nelle due partite di Vanoli il dato è salito a 4,50. Numeri ancora limitati, ma che raccontano una direzione precisa. Meno possesso, più profondità e una squadra che prova a difendere in avanti per attaccare subito dopo la riconquista.