Rivelazione su Paratici, i motivi della storica rottura

Tutti sappiamo del recente passato dell’attuale direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici. A pochi minuti dalla partita con l’Inter, arrivano le rivelazioni sulla storica rottura con il DS viola.

Paratici a bordo campo (foto OneFootball)

Le rivelazioni sulla rottura con Paratici

Tra pochi minuti, alle 12.30, in occasione di Inter-Fiorentina, Fabio Paratici e Beppe Marotta si ritroveranno a San Siro, protagonisti di un incrocio che va oltre il campo. Sullo sfondo ci saranno anche le recenti polemiche arbitrali che hanno coinvolto la società viola, intenzionata a ottenere chiarimenti dalla Lega e dall’AIA dopo gli episodi contestati contro il Como, soprattutto il contrasto tra Milla e Gonçalves che ha portato al vantaggio dei lariani.

Come ricorda il Corriere Fiorentino, nel precedente confronto di marzo (partita finita 1-1 al Franchi) erano stati invece i nerazzurri a protestare per un rigore non assegnato dopo un presunto fallo di mano di Pongracic. Stavolta è Paratici a chiedere risposte, in un clima già molto acceso. Tra i due dirigenti esiste infatti un passato importante, fatto di successi condivisi prima alla Sampdoria e poi alla Juventus, ma il loro rapporto professionale si è progressivamente deteriorato.

Paratici e Marotta insieme in tribuna (foto OneFootball)

La “storia” tra Fabio Paratici e Beppe Marotta iniziò nel 2004, quando quest’ultimo affidò al dirigente piacentino un ruolo nello scouting della Sampdoria. Marotta gestiva i rapporti istituzionali e le strategie societarie, mentre Paratici si occupava soprattutto di individuare talenti e dello scouting. Insieme contribuirono alla costruzione della squadra che, con Cassano e Pazzini, conquistò la qualificazione alla Champions League nel 2010. Il 1° giugno dello stesso anno Marotta approda alla Juventus come direttore generale (poi sarà nominato amministratore delegato). Paratici lo segue e alla Juventus occuperà il ruolo di DS. A Torino i due contribuirono alla decade d’oro bianconera, con sette scudetti e quattro Coppe Italia, oltre a due finali di Champions League.

Un percorso vincente, accompagnato dall’arrivo di numerosi campioni, che sembrava consolidare un’intesa destinata a durare a lungo. Tuttavia, sarebbero emerse le prime frizioni già nel 2012, tra messaggi inviati per errore e divergenze sulle strategie di mercato. La vera svolta (in negativo) arrivò nel 2018, con l’acquisto di Cristiano Ronaldo, operazione seguita principalmente da Paratici. L’affare modificò gli equilibri interni e contribuì all’uscita di Marotta, che pochi mesi dopo approdò all’Inter. La rivalità proseguì anche sul mercato, fino alla dichiarazione di Marotta nel 2021: Sono rimasto in buoni rapporti con tutti ad eccezione di Paratici per motivi umani. Domenica i due si ritroveranno nuovamente da avversari, stavolta con interessi e obiettivi differenti. Lo riporta La Nazione.