La ricostruzione doveva rappresentare il punto di svolta, invece la Fiorentina si ritrova nuovamente a fare i conti con una classifica allarmante. A Firenze il tempo delle attenuanti rischia di essere già finito: cambiare allenatore, ribaltare gli equilibri societari e intervenire sul mercato non è bastato per cancellare le fragilità che avevano caratterizzato la squadra nella passata stagione.
Il dato più difficile da accettare è proprio questo: dopo otto giornate, la situazione non è migliorata e, sotto alcuni aspetti, è persino peggiorata. Non si tratta “solo” di punti persi o di partite sfuggite negli ultimi minuti, ma di una squadra che fatica a difendere, produce troppo poco e non riesce a trasformare in risultati. La sconfitta contro l’Inter, seppur contro l’avversario più forte del campionato, complica sempre più la situazione intorno a Vanoli e i suoi.

Fiorentina in crisi, i numeri peggiori dello scorso anno
La stagione della ricostruzione sta rischiando di diventare una pericolosa replica del passato, con una differenza in negativo: i numeri raccontano una Fiorentina ancora più in difficoltà rispetto a quella dello scorso campionato. Come riportato da Il Corriere Fiorentino, la Fiorentina ha incassato sei sconfitte nelle prime otto giornate di Serie A 2026-27. Il bottino è di appena quattro punti, esattamente come nello stesso momento della stagione precedente, quando la squadra era guidata da Stefano Pioli. Il dato più allarmante riguarda però la differenza reti: dal -5 dello scorso campionato si è passati al -10 attuale. Un peggioramento che mostra soprattutto le difficoltà difensive di una formazione che non riesce a trovare un equilibrio.
Dopo otto giornate, i gol incassati sono già 19 e la porta viola non è mai rimasta inviolata. La partita di San Siro è l’ennesima riprova di tutte le difficoltà dei viola. I nerazzurri hanno dominato le statistiche, chiudendo con 33 tiri contro 7, 11 conclusioni nello specchio contro 2 e un dato di expected goals di 2,94 contro appena 0,24. Anche il possesso palla parla chiaro: 36% complessivo, sceso al 27% nella ripresa. Numeri che evidenziano la difficoltà nel costruire gioco e contenere la pressione avversaria. A tenere in partita la Fiorentina è stato soprattutto De Gea, autore di nove parate.

Da Pradè e Pioli a Paratici e Vanoli, passando per la parentesi di Grosso, la Fiorentina ha cambiato guida tecnica e assetto societario senza riuscire a invertire la tendenza. A tutto questo si aggiunge la preoccupazione per il contributo limitato di alcuni investimenti estivi, su tutti Oulai e Pedro Gonçalves.