Le parole di Malesani (foto OneFootball)
Alberto Malesani, ex tecnico della Fiorentina, ha condiviso le sue riflessioni in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, focalizzandosi sulla situazione attuale della squadra viola e sul tecnico Paolo Vanoli. Di seguito alcune delle sue dichiarazioni relative al momento del club gigliato.
Di seguito le sue parole:
Ritengo che la Fiorentina disponga di un potenziale offensivo sufficiente per evitare la lotta per la salvezza e puntare alle coppe europee. I giocatori possiedono qualità intrinseche, ma la sola tecnica non è sempre sufficiente. Servirebbero, a mio avviso, due interventi correttivi in altre aree del campo. In particolare, percepisco una carenza di velocità nel reparto difensivo. Mi riferisco alla struttura fisica e alle caratteristiche specifiche dei giocatori. La Fiorentina necessita di un elemento più rapido in difesa, poiché la rapidità in fase di contenimento può rivelarsi determinante.
A centrocampo, apprezzo Fagioli come giocatore. È indubbiamente un elemento valido. Anche in mediana c’è qualità, ma secondo me manca un elemento di cattiveria generale. In sintesi per riassumere: velocità nella retroguardia e quantità unita a un’aggressività agonistica a centrocampo. Questi sarebbero gli aggiustamenti necessari. Poi si risolve tutto.
I tifosi viola sono preoccupati e temono una ripetizione della scorsa stagione, l’ex viola ha replicato così:
Altra stagione horror? Assolutamente no, non vedo un film horror. Paolo Vanoli è un buon allenatore e saprà riprendersi. C’è però un aspetto che non mi è chiaro e che vorrei mi venisse spiegato: perché è stato costretto a ripartire da zero? In altre parole, perché è stato allontanato alla fine della scorsa stagione? Io non ho ancora compreso le motivazioni. Vanoli ha dimostrato di saperci fare, conosce bene l’ambiente e la piazza, per favore lasciamolo lavorare.
Sui friulani:
Credo ci debba essere, quantomeno per l’evidenza di ciò che Runjaic ha fatto, un po’ di riconoscenza. L’Udinese di oggi mi pare anche un po’ sfortunata, ha avuto diversi infortuni, ma le qualità e la struttura per uscirne al meglio le ha. Io prima di tutto farei una cosa, non manderei mai via l’allenatore: due anni di risultati, anche belli, dovrebbero rappresentare uno scudo, fatto di concretezza e anche credibilità.
Sul Parma:
Le pare facile arrivare dopo un allenatore che ha fatto indubbiamente bene? Parlo di Alberto Gilardino dopo l’annata di Cuesta. Dategli tempo: con Gila ho parlato, è un allenatore bravo, è un ragazzo con idee, necessita di settimane per installare il proprio credo completamente. I miracoli non si fanno subito. Il Parma ne uscirà.
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