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Castrovilli: “Non me ne sarei mai voluto andare, ho sognato il ritorno con la 10 e la fascia. Ecco cosa successe”

La carriera di Gaetano Castrovilli alla Fiorentina è stata segnata da talento, crescita e tanti difficili. Arrivato a Firenze nel 2017, dopo le prime esperienze con il Bari, il centrocampista pugliese è stato mandato in prestito alla Cremonese, dove ha maturato esperienza in Serie B. Nell’estate del 2019 è tornato alla Fiorentina, conquistando subito un posto importante nella squadra.

Grazie alla sua tecnica, alla capacità di dribbling e agli inserimenti offensivi, si è preso la scena nella stagione 2019-2020, attirando l’attenzione di tutti i grandi club. Nel 2020 ha ricevuto inoltre il premio di miglior giovane della Serie A. Prestazioni che gli sono valse la maglia numero 10 della Fiorentina e l’esordio nella Nazionale italiana, partecipando al percorso vincente degli Europei del 2021.

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Castrovilli racconta la sua avventura con la Fiorentina (via onefootball.com) fiorentinauno.com

Castrovilli racconta l’esperienza alla Fiorentina

L’ex centrocampista della Fiorentina, attualmente svincolato, ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport, in cui ha parlato della sua esperienza con i colori viola e di cosa non ha funzionato. Per lui prima l’exploit da sogno, poi i problemi fisici e con il rinnovo, fino all’addio e l’attuale discesa a picco:

L’anno dopo ad Atene si disse che non ero partito con la squadra e i veterani erano arrabbiati, niente di più falso, fu tutta colpa del rinnovo. Ancora oggi ho un bellissimo rapporto con Biraghi e tutti gli ex compagni di Firenze. Io non sarei mai andato via. Non è stata assolutamente una questione di soldi, per me la cosa fondamentale è avere qualcuno che crede in me, ed è quello che sto cercando ora. Volevo restare ma dopo tanti infortuni avevo bisogno di cambiare un po’ aria, pensavo mi avrebbe liberato la testa. Invece non è stato così. Poi c’è stata anche un’altra cosa, con la società, ma preferisco non dirla, perché in cinque anni mi hanno dato tanto e posso solo ringraziare. Mi resta il rammarico di non aver salutato il Franchi come avrei voluto: alla mia ultima partita ci sono stati applausi ma anche qualche fischio. Perché la gente non sapeva la verità. Oggi desidero ritornare a divertirmi e a far divertire. E poi, una notte ho sognato che tornavo a Firenze. Avevo la numero 10, ero capitano. Mi è piaciuto tanto come sogno.

Con la Fiorentina il centrocampista pugliese ha collezionato 111 presenze e 12 gol in campionato, lasciando a Firenze il chiaro ricordo di un giocatore tanto talentuoso quanto fragile.