Il tema caldo intorno al mondo Fiorentina è rappresentato dalla situazione legata allo stadio Artemio Franchi.
Di seguito un estratto dell’analisi approfondita da parte de La Nazione:
Palazzo Vecchio e Fiorentina, prove di dialogo atto secondo. Segnali di disgelo ravvisabili con il contagocce nell’incontro di ieri tra la sindaca Sara Funaro e il patron gigliato Rocco Commisso ma d’altronde il nodo del restyling del Franchi (e in particolare dei suoi tempi e dei suoi costi) è un iceberg di quelli tosti. Bocche stracucite subito dopo il summit al Viola Park, che ha fatto seguito a un primo incontro a Palazzo Vecchio a settembre, poi in tarda serata un documento congiunto che, senza scendere nei dettagli, parla di incontro cordiale e costruttivo e dà una traccia del cronoprogramma atteso come Godot dalla società
La sindaca Funaro ha presentato al presidente Commisso una prima ipotesi del cronoprogramma dei lavori di riqualificazione, ipotizzando che la Fiorentina continui a giocare tutte le partite casalinghe nell’impianto di viale Fanti durante le varie fasi dei lavori, fino alla conclusione
Questa ipotesi comporterebbe una fine dei lavori nella primavera del 2029 con una capienza di posti a crescere nelle varie fasi dei lavori» e «in occasione del centenario della società, il 29 agosto 2026, il Franchi sarà utilizzabile e avrà una capienza pari a 34.478 posti lordi
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