Il Corriere Fiorentino parla delle vicende legate all’ Artemio Franchi: La soluzione scelta da Rocco Commisso, quella dell’architetto Marco Casamonti, non rispondeva solo all’esigenza di avvicinare di molto le curve e raggiungere i 40 mila spettatori, prevedendo allo stesso tempo la copertura. Abbattendo le curve, lasciando le scale elicoidali, si recuperavano grandi spazi dietro alle curve stesse dove erano previste tutte le attività commerciali — negozi, servizi, ristorazione etc — funzionali a sostenere il costo dell’operazione stadio. «Appoggiando» le curve nuove, più vicine, su quelli esistenti — come si capisce dagli altri progetti — non libera quegli spazi o ne crea alcuni, minori, di difficilissima fruizione. L’alternativa c’era: concedere i «campini» o altre aree contigue per metterci gli spazi commerciali. Ma serviva una variante urbanistica: altro che ‘fast, fast, fast’.
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