Il progetto di restyling dello stadio Artemio Franchi a Campo di Marte entra in una fase decisiva, con un piano che prevede circa 7.000 metri quadrati dedicati a servizi commerciali e attività collaterali. Un intervento ambizioso che punta a trasformare l’impianto in un vero e proprio polo polifunzionale, capace di vivere non solo nei giorni delle partite.
Secondo quanto riportato da La Nazione, la fase finale dell’iter di project financing sarà determinante per definire nel dettaglio metrature e suddivisione degli spazi. A quel punto, sarà la Fiorentina – che investirà circa 55 milioni di euro per completare il finanziamento del secondo lotto dei lavori – ad avere un ruolo centrale nella definizione del progetto e nel controllo complessivo dell’area.

Il progetto del restyling tra aree commerciali e spazi multifunzionali
Il piano elaborato da Arup nel 2022 disegna uno stadio profondamente rinnovato, con ampi spazi destinati a ristorazione, intrattenimento ed eventi culturali. Le aree commerciali saranno distribuite in più settori dell’impianto, con una forte integrazione tra attività sportive e servizi aperti al pubblico.
Sotto la curva Fiesole, tra la vecchia e la nuova struttura, sono previsti spazi polivalenti destinati a cultura ed eventi, con un auditorium da circa mille posti e 1.700 metri quadrati dedicati a esposizioni e attività culturali. Un’area pensata per vivere anche al di fuori del calcio. Nella zona Maratona, lato Fiesole, troveranno spazio ristoranti, lounge, aree food & beverage e spazi hospitality con nuovi skybox. Una configurazione simile è prevista anche in tribuna, lato Ferrovia, dove saranno realizzati ingressi dedicati all’area hospitality e alla tribuna d’onore. In questa zona saranno collocati anche i nuovi spogliatoi.
Dietro la curva Ferrovia, destinata a un secondo intervento, nascerà invece un’area commerciale dove potrebbe trovare posto il nuovo store ufficiale della Fiorentina. Al centro della stessa curva è prevista la realizzazione del museo del calcio, uno spazio pensato per valorizzare la storia del club e dell’impianto. Le destinazioni d’uso sono ormai tracciate, ma sul dettaglio dei servizi sarà il futuro gestore dello stadio ad avere ampia libertà decisionale. Un modello che punta a rendere il Franchi non solo un impianto sportivo, ma un hub moderno, integrato e costantemente attivo.