La Fiorentina sta vivendo una delle sessioni di mercato più intense degli ultimi anni. Dopo una stagione conclusa con tante delusioni, il club viola ha deciso di cambiare rotta affidandosi a Fabio Paratici, chiamato a costruire una squadra capace di rilanciare le ambizioni della società e adattarsi alle idee di gioco di Fabio Grosso.
Ma dietro ai colpi già chiusi e ai tanti nomi accostati alla Fiorentina non c’è soltanto un intenso lavoro di scouting. Esiste una strategia ben precisa che sta caratterizzando l’operato del nuovo direttore sportivo viola. Un metodo che punta a sorprendere la concorrenza, ridurre i tempi delle trattative e cogliere le occasioni prima che entrino in scena i grandi club italiani ed europei. Un cambio di passo evidente rispetto alle ultime sessioni di mercato, nel quale la Fiorentina sembra aver acquisito una maggiore capacità di programmare e accelerare quando individua il profilo giusto.

Fiorentina, il “metodo Paratici” a tutto tondo
Il cosiddetto “metodo Paratici” si basa proprio su questo principio: aprire contemporaneamente numerose trattative, monitorare più obiettivi per ogni ruolo e affondare il colpo nel momento più opportuno, anticipando la concorrenza. La filosofia del dirigente non riguarda soltanto la rapidità. Un altro punto fondamentale è la scelta dei profili. Tutti gli acquisti arrivati finora hanno un’età inferiore ai 25 anni, segnale della volontà di costruire una rosa giovane, con ampi margini di crescita e anche un importante valore patrimoniale.
L’obiettivo è quello di creare una squadra competitiva nell’immediato, ma capace anche di aumentare il proprio valore nel corso delle stagioni. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, c’è poi un altro aspetto che sta guidando il mercato viola: la sostenibilità economica. Paratici lavora con particolare attenzione alle formule delle operazioni, privilegiando diritti o obblighi di riscatto e soluzioni che permettano di distribuire gli investimenti nel tempo senza compromettere il bilancio. Parallelamente, il club è impegnato anche nel ridurre il monte ingaggi attraverso una serie di cessioni e uscite mirate.

Le partenze già definite rappresentano infatti un tassello fondamentale. La risoluzione del contratto di Lamptey ha consentito un risparmio sullo stipendio, mentre le cessioni di Gosens allo Schalke, Beltràn al River Plate e il prestito di Richardson al Le Havre vanno nella direzione di alleggerire il costo della rosa e creare spazio per nuovi innesti. E il lavoro in uscita non è ancora terminato: anche Moreno potrebbe salutare nei prossimi giorni, mentre restano da monitorare le posizioni di Dodò e Gudmundsson, entrambi ancora al centro delle voci di mercato.