La sosta arriva in un momento importante per la Fiorentina. Paolo Vanoli ha avuto modo di vedere segnali incoraggianti contro il Napoli, ma anche conferme di quanto ci sia ancora da sistemare. Il primo punto sulla lista dell’allenatore riguarda inevitabilmente la fase difensiva, diventata una delle principali criticità di questo avvio di stagione.
I numeri sono eloquenti: 12 gol subiti nelle prime cinque giornate, soltanto uno in meno rispetto al Venezia, che ha la peggior difesa del campionato. Un dato che racconta le difficoltà incontrate dalla squadra, soprattutto nelle prime uscite, ma che deve essere letto anche alla luce di un gruppo ancora alla ricerca dei giusti automatismi.

Fiorentina: Dragusin si prende la viola, ma c’è ancora tanto da lavorare
Contro il Napoli però qualcosa è cambiato. Al centro dell’attenzione è finito Radu Dragusin, autore di una prestazione convincente contro uno degli attaccanti più attesi della Serie A, Rasmus Hojlund. Il difensore rumeno è sembrato un altro giocatore rispetto alle prime partite della gestione Grosso, quando era apparso in evidente difficoltà.
Il Corriere dello Sport-Stadio ha raccontato proprio questa trasformazione, definendo Dragusin “un Drago da favola”. Una rinascita che il suo procuratore Florian Menea ha collegato anche al difficile periodo vissuto dopo l’infortunio al Tottenham. Il suo messaggio al giocatore, dopo la prestazione contro il Frosinone, è stato semplice: ricordargli “chi è”. A Firenze, contro il Napoli, la risposta è arrivata sul campo. Il rendimento mostrato al Franchi conferma quindi le qualità che avevano spinto Fabio Paratici a puntare su di lui. Il direttore sportivo lo aveva portato in Italia quando Dragusin aveva appena 16 anni e lo aveva poi ritrovato al Tottenham. L’operazione della Fiorentina prevede un prestito oneroso da 1,5 milioni di euro e un riscatto di 17,5 milioni al raggiungimento del 60% delle presenze in campionato.
Ma una buona prestazione non può cancellare le difficoltà mostrate finora. Le 12 reti incassate sono quasi il doppio dei 6,64 gol attesi sulla base delle occasioni concesse agli avversari. E gli errori non riguardano soltanto la linea difensiva: posizionamenti, letture e attenzione chiamano in causa l’intera squadra. Anche Mastantuono è stato coinvolto in alcune azioni che hanno portato ai gol subiti contro Venezia e Napoli.

Vanoli dovrà quindi lavorare sull’equilibrio, sulla concentrazione e sulla collaborazione tra i reparti. Dragusin ha acceso una luce, ma per la Fiorentina la strada da affrontare in questi mesi è ancora molto lunga.